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E’ facile volere la pace nel mondo e ancora più facile (pare) scatenare le guerre. Abbiamo investito dei fondi dell’associazione (oltre al sostegno di Zetema per la notte dei musei a Roma) per avere l’anteprima mondiale di questo nuovo spettacolo di Moni Ovadia: “una luce nel buio”. I versi del più grande poeta palestinese Mahmoud Darwish (non troppo noto in Italia) saranno letti dal celebre e controverso artista, accompagnati dalle suggestioni della sabbia della nota sand artist Gabriella Compagnone.

Ecco le parole di Ovadia per presentare lo spettacolo:

“Per cosa si definisce un popolo? Per molteplici aspetti come le tradizioni, la memoria, una cultura nazionale, per molti altri moti emozionali difficili da tradurre con precisione in parole. Ma non vi è dubbio alcuno che l’identità di un popolo ha uno dei suoi pilastri portanti nella poesia. In questo senso il grandissimo poeta palestinese Mahmoud Darwish è il poeta nazionale del popolo palestinese ed esprime nei suoi versi l’interiorità della sua gente e i suoi più profondi sentimenti ma nei suoi versi è presente un potente afflato universale e ciò fa di lui uno dei più grandi poeti del Novecento. Ma come poeta arabo respira in lui anche l’ineffabile alito del deserto, spazio/tempo dell’esilio, dello sconfinare, dell’anelito alla libertà e alla dignità alle quali Darwish in quanto palestinese aspira con irrinunciabile forza. E noi ci avviciniamo all’alito del deserto con l’arte magica della presenza che si fa assenza della magnifica Gabriella Compagnone”

E, sottolineiamo, abbiamo scelto di esibirci all’Ara Pacis affinché lo spirito di Ottavia (e del suo portico, dunque) possa portare pace e l’immediata sospensione dei conflitti in medio oriente, e ovunque ci siano civili che innocentemente siano sacrificati a lotte di poteri, ideologie e follie di varia (dis-) umanità.

SABATO 18 maggio 2024 presso auditorium dell’Ara Pacis di Roma (Lungotevere in Augusta – 00186)- INGRESSO GRATUITO

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