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Teatro "Sociale"

Nel tentativo di sperimentare modi, temi e linguaggi, il teatro del Novecento si è confrontato spesso con la marginalità. Grazie anche alla nuova formula-laboratorio messa a punto dalla scuola di Grotowski e all’eco suscitata dagli esperimenti condotti nelle favelas brasiliane dal Living Theatre o a Marigliano da Leo De Berardinis, il teatro sociale è entrato nel patrimonio collettivo di conoscenze, affiancandosi al teatro ufficiale e spesso sostituendolo.

Il fenomeno è oggi molto più diffuso rispetto a qualche anno fa. Il sociale entra nelle università, dando vita a nuove discipline e nuovi corsi di laurea, mentre spopolano artisti come Danio Manfredini o Pippo Delbono che, senza temere lo scandalo, mettono in scena la marginalità. Nascono,  persino, rassegne a tema, ospitate dai maggiori teatri o dai teatri di periferia, come Teatro e carcere all’Eliseo di Roma o la Rassegna Basaglia al Teatro della Cooperativa di Milano; e non mancano festival diretti da operatori del settore, come il Festival di Volterrateatro, affidato ad Armando Punzo, che da numerosi anni lavora con i detenuti del carcere di massima sicurezza della cittadina toscana.
 
Negli ultimi anni, grazie anche a fenomeni come l'Orso d'Oro al film  "Cesare deve morire", le performances di Ascanio Celestini e il gruppo dei "narratori", le "incursioni" di attori ex detenuti, i  "diversamente comici" di Zelig, il "fattore H" di David Anzalone,  sembra che anche il mondo Culturale italiano, quello con la C maiuscola, si sia accorta che sono centinaia i luoghi dove fare "teatro sociale" non significa fare teatro di serie B.

Ma cosa significa “fare teatro sociale”? Vuol dire fare teatro “fuori dal teatro”, ossia in ambito sociale (periferie delle metropoli, disabilità, scuola, psichiatria, carcere, comunità, eccetera) con persone che non hanno fondamentalmente l’obiettivo di diventare attori professionisti, ma che trovano nel teatro l’occasione per dar voce alla propria creatività, ai propri vissuti, ai propri interessi e bisogni.

L'Associazione "Oltre le parole" onlus da oltre 10 anni realizza laboratori e spettacoli in ambito sociale e porta avanti progetti a mediazione artistica di sostegno al disagio. Nel 2008 l'Associazione ha avviato, con il patrocinio dell'E.T.I. (Ente Teatrale Italiano), il "Corso per operatori di teatro sociale", mentre è in corso il riconoscimento per avviare la Prima Scuola Nazionale degli Operatori di Teatro Sociale.
 
L'associazione ha inoltre promosso la costituzione della Federazione Nazionale di Teatro Sociale, con ambizione europee, la costituzione di un albo italiano degli operatori di teatro sociale, nonché la connessione tra le varie realtà che si occupano di "fare teatro fuori dal teatro"
 

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