Teatro Sociale
Nel tentativo di sperimentare modi, temi e linguaggi, il teatro
del Novecento si è confrontato spesso con la marginalità. Grazie
anche alla nuova formula-laboratorio messa a punto dalla scuola
di Grotowski e all’eco suscitata dagli esperimenti condotti
nelle favelas brasiliane dal Living Theatre o a Marigliano
da Leo De Berardinis, il teatro sociale è entrato nel patrimonio
collettivo di conoscenze, affiancandosi al teatro ufficiale e spesso
sostituendolo.
Il fenomeno è oggi molto più diffuso rispetto a qualche anno fa.
Il sociale entra nelle università, dando vita a nuove discipline
e nuovi corsi di laurea, mentre spopolano artisti come Danio
Manfredini o Pippo Delbono che, senza temere lo scandalo,
mettono in scena la marginalità. Nascono, persino, rassegne a tema,
ospitate dai maggiori teatri o dai teatri di periferia, come Teatro
e carcere all’Eliseo di Roma o la Rassegna Basaglia al
Teatro della Cooperativa di Milano; e non mancano festival diretti
da operatori del settore, come il Festival di Volterrateatro,
affidato ad Armando Punzo, che da vent’anni lavora con i
detenuti del carcere di massima sicurezza della cittadina toscana.
Ma cosa significa “fare teatro sociale”? Vuol dire fare teatro
“fuori dal teatro”, ossia in ambito sociale (periferie delle metropoli,
disabilità, scuola, psichiatria, carcere, comunità, eccetera) con persone
che non hanno fondamentalmente l’obiettivo di diventare attori professionisti,
ma che trovano nel teatro l’occasione per dar voce alla propria
creatività, ai propri vissuti, ai propri interessi e bisogni.
L'Associazione "Oltre le parole" onlus da anni realizza laboratori
e spettacoli in ambito sociale e porta avanti progetti a mediazione
artistica di sostegno al disagio. Nel 2008 l'Associazione ha avviato,
con il patrocinio dell'E.T.I. (Ente Teatrale Italiano), il
"Corso per operatori di teatro sociale", mentre è in corso
il riconoscimento per avviare la Prima Scuola Nazionale degli
Operatori di Teatro Sociale.
L'associazione ha inoltre promosso la costituzione della
Federazione Nazionale di Teatro Sociale, con ambizione
europee, la costituzione di un albo italiano degli operatori di
teatro sociale, nonché la connessione tra le varie realtà che si
occupano di "fare teatro fuori dal teatro" |