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Teatro sociale e teatro civile: cos’è, cosa sono?


Proviamo a fare delle differenze

 

L’idea del “teatro sociale” negli ultimi anni è scoppiata, a volte quasi come una moda.


Da un lato è venuta a galla, grazie alla rete, la miriade di piccole realtà che da anni fanno “teatro sociale” nel proprio territorio, a volte con professionalità e qualità eccellenti, altre volte “accontentandosi” di fare teatro come attività ricreativa. Alcune di queste sono diventate delle vere e proprie compagnie stabili ben note (Pippo del Bono, Armando Punzo, etc)  e spesso sovvenzionate dalle istituzioni in forma più o meno continuativa


Dall’altro lato, il “teatro civile” è diventato una branca ben definita del teatro tradizionale, grazie a grandi autori-interpreti che hanno portato in scena storie più o meno note (Ascanio Celestini, Marco Paolini, etc) con uno stile particolare e riconoscibile.

 

Un discorso a parte meriterebbe chi, in virtù della crisi, si è adattato a fare teatro “nel sociale” avendo magari competenze teatrali ma non “sociali” atte a lavorare con certe “utenze” (e non con attori professionisti). Ma qui cerchiamo di definire i due tipi di teatro (se mai fosse possibile) e non parliamo dei conduttori di percorsi teatrali.

 

Se si vuole fare una distinzione (perché in realtà il Teatro quando ha la T maiuscola non avrebbe bisogno di ulteriori sottodefinizioni: è Teatro e basta), possiamo dire che:

 

Il teatro “sociale” è quello realizzato con e da utenti (“attori” mai o quasi mai professionisti) che abbiano personalmente  una sorta di “disagio” e/o agiscono in territori/situazioni socialmente difficili: dai portatori di handicap psico-fisico agli stranieri, da anziani fragili a giovani in difficoltà, da “ospiti” di luoghi di detenzione a comunità di recupero, etc, e che utilizzano (o perlomeno dovrebbero utilizzare, a nostro modesto parere) il percorso teatrale come strumento (il laboratorio teatrale) e non come fine ultimo (lo spettacolo, che è “solo” una parte del percorso)

 

Il teatro “civile” è quello realizzato da attori professionisti  (e relative compagnie) che trattano esclusivamente tematiche di impegno civico (tematiche storiche o sociali contemporanee o passate) ma il cui fine principale è lo spettacolo (e ovviamente le auspicate conseguenze sugli spettatori), non il percorso che porta allo spettacolo stesso (la scrittura, le prove, il coinvolgimento di altri professionisti, etc).

 

E’ evidente che nei casi più “celebri” (perlomeno in Italia, di cui- è bene specificare- stiamo parlando), le due cose possono in parte coincidere: pur non essendoci ad esempio (in tutto o in gran parte) attori professionisti in un gruppo, alcuni “laboratori teatrali” sono innanzitutto finalizzati alla messa in scena di un prodotto teatrale, che rimane il fine più importante: realizzato comunque in maniera professionale e destinato a un pubblico vasto (ivi compreso quello del teatro “tradizionale”)

 

Dunque le differenze fondamentali potrebbero essere in parte queste:

-il teatro sociale non ha (solitamente, o per la maggior parte dei componenti) attori professionisti* tra gli attori

-il teatro civile solitamente è rappresentato in luoghi teatrali definiti (anche se all’aperto o in luoghi adattati a teatro) ed è aperto a tutti gli spettatori. Il teatro sociale a volte può essere fatto in luoghi non “teatrali” e di tanto in tanto anche con selezioni degli spettatori (ad es. case famiglia, comunità di recupero, carceri, etc); è possibile iniziare il percorso laboratoriale e smetterlo in qualsiasi momento (non raramente, per motivi personali o indipendenti dalle volontà dei partecipanti al percorso, anche il giorno stesso dello spettacolo!)

- Il teatro sociale ha nel percorso laboratoriale stesso gran parte della sua valenza (oltre che ovviamente l’eventuale performance finale che non sempre è “dovuta”), mentre il teatro civile ha nella performance finale il suo obiettivo principale.

- I conduttori di  laboratori di teatro sociale non sono necessariamente “teatranti”, ma anche educatori, insegnanti, etc, che possono o meno integrare le competenze proprie con quelle di altri professionisti

- I laboratori di teatro sociale hanno quasi sempre come scopo principale l’integrazione e l’interazione dei soggetti partecipanti alle attività, mentre il teatro civile ha come scopo principale portare alla ribalta una storia o una tematica storica-sociale.

- Il teatro sociale a volte comporta il coinvolgimento anche indiretto dei familiari dei partecipanti (per le tematiche trattate o per il percorso intrapreso dal partecipante al laboratorio che può implica una serie di cambiamenti nella vita quotidiana)

- Il teatro civile, di solito ha una forma di messa in scena “agile” ed è rappresentato da uno o pochi attori senza grandi scenografie o costumi proprio perché è “centrato” sulla storia e su chi la racconta. Il teatro sociale, per la sua natura di scambio e integrazione non è mai fatto da un solo attore: raramente da poche persone, spesso da un gruppo ben nutrito o addirittura da un’intera comunità, che (pur non essendo necessariamente professionisti) possono far parte del progetto in qualità di costumisti, scenografi, musicisti, etc…).


Tutto ciò non toglie che entrambe le tipologie di "teatro" possano realizzare spettacoli di ottima fattura e godibili dal pubblico anche in prestigiosi cartelloni o importanti rassegne

 

 

Potremmo continuare oltre a definire l’elenco, ma si andrebbe a finire in differenze e parametri che possono diventare davvero infiniti. 

Potremmo citare la "rivoluzione degli anni Settanta", o discutere se Teatro-danza o Drammaterapia entrino nell'argomento, se i Greci usavano la Catarsi come teatro sociale o civile, se Don Bosco fondava teatri prima delle chiese a scopo sociale, se il teatro in carcere sia nato negli Usa o in Europa, se ci sia scopo terapeutico nel teatro e a che livello...

Crediamo che una definizione di massima possa essere ora quantomeno tracciata per chi avesse una gran confusione, ma vorremmo finire con queste citazioni per meglio definire quanto detto (o per tornare al punto di partenza, se volete!):

 

Tutti possono fare teatro... anche gli attori... si puo' fare teatro dappertutto... anche nei teatri (Boal)


Tutto il mondo è un palcoscenico, donne e uomini sono solo attori che entrano ed escono dalla scena. (Shakespeare)


Il teatro non è il paese della realtà (...) Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco. (Hugo)


Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dove ci sono dei vuoti… E’ lì che qualcuno ha bisogno di stare ad ascoltare qualcosa che qualcun altro ha da dire a lui.
(Jacques Copeau)


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